Diario di Viaggio in Etiopia...
Pubblichiamo con grande paicere la lettera ricevuta da Massimo Staffolani, reduce dal 3° Ethiopian Lakes Trail.
Diario di Viaggio in Etiopia (Ethiopian Lakes Trail)
Sono partito per l’Etiopia carico di aspettative, pensando che difficilmente avrei provato le emozioni vissute nel 2011 in Senegal.
Sono tornato carico, anzi stracarico di immagini, ricordi, emozioni, sensazioni che forse ho provato solo nel 2010 in Colombia, quando abbiamo adottato Francisco.
Mi rincresce non aver portato altre scarpe, altri vestiti, altri giochi per i bambini, altre biro, altre cose che nelle nostre case finiscono spesso in cantina, o dietro a qualche armadio, e alla fine ci si dimentica di averle acquistate.
Avevo il presentimento che la corsa sarebbe stato solo un pretesto, infatti ho lasciato a casa l’orologio, perché , come dicono in Africa, noi abbiamo l’orologio, loro hanno il tempo.
In questa frase sono racchiusi tanti concetti. Noi siamo sempre stressati perché siamo ossessionati di non poter aver abbastanza tempo per tutte le nostre cose…tutte quante molto importanti, e difficilmente rimandabili. Loro invece quando bevono un caffè fanno un rito che prevede la tostatura dei chicchi, poi ridotti in polvere e infine in caffettiera. Il tutto necessità mezzora….tempo che noi considereremmo eccessivo, ma a loro serve per ritrovarsi, per parlare e a volte anche per chiarire situazioni di faide famigliari che da noi finirebbero sicuramente per arricchire schiere di avvocati.
L’africa ha la faccia allegra e spensierata di alcuni bambini, che ci ricordano quanta felicità si può trovare in una vita priva di benessere, ma anche la faccia seria di questa bambina...

che invece mi ha fissato tanto a lungo. Uno sguardo rivolto proprio a me, e ho sentito prima i brividi ,e poi un pugno diretto allo stomaco. Come si può rimanere indifferenti di fronte a questo sguardo ?? Mi sono sentito colpevole di esser nato e vissuto in uno stato che adesso teme per una decrescita economica, che non è in grado di consumare tutto quello che produce e quindi è costretto a distruggerlo, per il bene del mercato, perché è una società fatta di ingranaggi, di meccanismi dove il lato umano rappresenta solo un disturbo, un pericolo e quindi và estirpato.
Lo sguardo severo di questa bambina mi è rimasto addosso…lo sento la mattina quando mi sveglio e la sera quando vado a letto. Sarà forse questo il mal d’Africa ??
Questo viaggio è figlio di un incontro casuale. L’amico Giuseppe me ne ha parlato di sfuggita durante una corsa.
Per lui quest’anno era la terza edizione. Ricordo che le parole che mi sono rimaste impresse nella mente erano: bambini, emozioni.
I bambini sono ovunque, soprattutto lungo i sentieri che abbiamo percorso nelle 4 tappe. Alcuni erano combattuti tra la curiosità e la paura. Alzavo la mano per battere il “cinque” ed alcuni, quelli più piccoli, scappavano impauriti e in lacrime, perché quel gesto forse era troppo simile alle punizioni che avevano ricevuto dagli adulti del villaggio.
I più coraggiosi mi prendevano la mano e mentre correvo con loro sentivo altri passi dietro di me.
Facevano a gara per poter correre insieme a me. Difficile poter descrivere cosa si prova con un’esperienza simile. Senti il cuore battere forte e temi che alla fatica, al caldo(30°) , all’ altitudine(1800°) , si aggiunga anche un carico di emozioni che potrebbe essere fatale.
Allora rallenti, non pensi alla classifica(anche perché con noi corrono ragazzi Etiopi che sono in grado di percorrere la mezza maratona in 1h e 5min) e ti concentri su tutto quello che è di contorno alla corsa, perché il bello è lì ,e non nel metro quadro “polveroso” che si trova davanti a te.
Rallenti anche perché hai paura di non riuscire a salutare tutti i bambini, i ragazzi che hanno aspettato un anno intero. Canti Waka Waka, non ti ricordi le parole, loro ti aiutano perché si ricordano che l’anno scorso un altro “viso pallido” glielo ha insegnato.
Finisci la corsa con un sorriso ebete stampato sulla faccia. Contento ma al tempo stesso consapevole che le emozioni provate, seppur intrappolate indelebilmente nella tua mente, sarà difficile poterle rivivere in altri posti.
E allora ripensi allo sguardo severo di quella bambina. Quello sguardo che mi ha stregato e che sono sicuro rivedrò presto……………………………….
3° Ethiopian Lakes Trail: reportage
Un gruppo di circa trenta italiani ha affrontato la trasferta in terra Etiope per partecipare al 3° Ethiopian Lakes Trail, competizione omologata UISP.
Fra loro anche Aldo e Giovanni come sempre, oltre che simpaticissimi, instancabili runners e viaggiatori.
Atterrati ad Addis Ababa una sorpresa attendeva i partecipanti: l’incontro con Haile Gebrselassie, uno dei dei piu’ grandi atleti – ancora in attivita’ - uomo e amico sempre disponibile e carico di simpatia.
Poi trasferimento a Ziway, sull’omonimo lago, luogo dello svolgimento della prima tappa di Km. 18
Ad Hawassa, attorno al lago, altre due tappe, una di km. 10 con arrivo in salita sul panoramico Monte Tabor e l’altra di km. 21 lungo la sponda opposta del lago altrettanto suggestiva; ricca di incontri speciali, unici ed indimenticabili. Siamo in una zona rurale che ha visto ben pochi stranieri percorrerne i sentieri…
Ultima tappa nella foresta di Yirgalem di km. 14 ricca di emozioni forti e ricordi che difficilmente potranno essere cancellati dalla memoria dei runners italiani.
Ospite d’onore Gezahegne Abera medaglia d’oro Olimpica a Sydney nella maratona!
Si corre tra il verde della foresta, passando da coltivazioni di caffe’, costeggiando villaggi Sidana, dormendo nello splendido Aregash Lodge con il lamento delle iene come sottofondo…
Al termine del trail, una parte del gruppo è rientrato in Italia, la parte restante ha proseguito il viaggio verso sud, verso l’incredibile area dell’ Omo River, alla scoperta di paesaggi, spazi infiniti, montagne e pianure, piccoli villaggi arroccati qua e là.
Una zona talmente incantevole da togliere il fiato!
Prima destinazione Arba Minch; gita in barca sul lago Chamo, con le sue innumerevoli specie di uccelli, ippopotami e gli enormi coccodrilli lunghi fino a 6 mt.
Durante il trasferimento a Jinka visita al villaggio della tribù dei Konso, famosi per le loro particolari statue funerarie in legno.
Il giorno dopo, percorrendo una bellissima strada sterrata , si raggiunge il villaggio della Tribù dei Mursi, conosciuti per la caratteristica decorazione delle donne: il piattello labiale. Un incontro davvero speciale!
Come riassumere in poche parole questo Trail? Dal lato tecnico una prova di corsa alquanto dura e difficile sia per l’altitudine, sia per la temperatura che a volte ha superato i 30 gradi. Dal lato umano un vero e proprio arricchimento interiore che ogni singolo runner e accompagnatore si porterà per sempre come bagaglio personale. Un’emozione d’ Africa unica nello stile Run&Travel!
Prossimi appuntamenti: 5^ KENYA HIGHLANDS RACE (dal 10 al 19 Agosto) e 1° ZANZIBAR ULTRA TRAIL (dal 25 ottobre al 3 Novembre).
Migidio Bourifa alla 5^ Kenya Highlands Race
Siamo lieti di comunicare che in Agosto, alla 5^ Kenya Highlands Race partecipera' il grande Migidio Bourifa.
Un'occasione per conoscerlo e per entrare nell'atmosfera della grande Atletica.
Migidio collabora, come A.S.D. Run&Travel, con CESVI. Quindi un legame sempre piu' marcato la tra passione per il Trail Running e l'attenzione ai problemi diffusi e non ancora risolti nella grande e meravigliosa Africa.
Abbiamo aperto la pagina a sostegno progetto CEVI su "Rete del Dono". Una opportunita' per i nostri amici runner di aiutare questa ONLUS in prima fila in vari paesi del continente Africano.
La pagina di riferimento e':
www.retedeldono.it/iniziative/cesvi/asd-run-travel/run-travel-per-il-cesvi

















